Lega Consumatori Frosinone

Associazione a tutela dei diritti degli utenti-consumatori, dal 1971

IL PROBLEMA DELL’ACQUA LEGATO ALLA CITTÀ DI CASSINO

 Risultati immagini per immagini acquaDa luglio del 2017, l’acquedotto del Comune di Cassino non è più di gestione comunale, è stato consegnato, come da convenzione stipulata nel 2003, ad Acea Ato 5. La transizione ha causato dei problemi alla cittadinanza, problemi legati all’adeguamento della tariffa del servizio idrico.

Giovedì scorso, si è svolta presso la sala consiliare dell’amministrazione provinciale, una riunione straordinaria delle Associazione dei Consumatori aderenti all’Otuc (Adiconsum, Codici, Federconsumatori, Konsumer, A.e.c.i, Legaconsumatori, M.D.C., Assoutenti ecc.), cui hanno partecipato il  sindaco di Cassino, Ing. Carlo Maria D’Alessandro, il Garante del Servizio Idrico, Avv. Paola Perisi, il presidente di Acea, Stefano Magini e l’Ing. Umberto Bernola della Segreteria Tecnica Operativa. L’assemblea è stata presieduta dal presidente dell’Otuc Avv. Antonio Di Sotto ed è stata convocata, su richiesta dell’associazione Codici, per affrontare le problematiche del servizio idrico della città di Cassino. Dopo il passaggio degli impianti ad Acea sono sorti dei notevoli disagi, legati all’adeguamento delle tariffe. C’è estremo ed urgente bisogno che le associazioni e il gestore spieghino agli utenti il motivo per cui le tariffe siano così maggiorate, rispetto a quelle applicate dal Comune.

L’arrivo delle prime bollette ha causato una situazione di esasperazione tra i cittadini di Cassino,  “strumentalizzata” da persone che stanno utilizzando le “paure” per portare avanti la loro battaglia contro il gestore. Il Garante Perisi ha spiegato che gli utenti necessitano di chiarimenti e di tempo per adattarsi, per cui bisogna raccogliere le problematiche in un documento condiviso dove si spiega ai cittadini cosa sta succedendo senza allarmismi e strumentalizzazione. In questo clima sono sorti comitati spontanei non riconosciuti, che esortano i cittadini a non pagare le bollette, con il rischio sicuro di incorrere nel futuro in aumenti di bollette e in sanzioni penali, nei casi più gravi. C’è un aumento della conflittualità e addirittura si è arrivati a mettere i lucchetti sui contatori e sono sorte diverse forme di contestazione sui social e sulla stampa.

Il sindaco di Cassino D’Alessandro ha spiegato che la situazione è particolare ed unica su tutto il territorio nazionale. Per anni a Cassino c’è stata una doppia gestione, una parte del territorio comunale era gestita già da Acea Ato5, la restante parte del centro urbano, era sempre rimasta di competenza del Comune, fino a luglio del 2017, quando gli impianti sono passati ad Acea. Il sindaco ha chiarito che è complicato far capire ai cittadini residenti in un territorio che è il secondo bacino idrografico d’Europa, che debbono pagare l’acqua anche se è un bene pubblico. È difficile far comprendere loro che non possono utilizzarlo come se fosse un bene proprio, perché ci sono delle normative che ne regolarizzano l’uso.  “Negli anni 80 e 90 il territorio è stato già “violentato” a seguito delle opere di emungimento delle acque del Comune, per l’approvvigionamento dell’acquedotto della Campania Occidentale. La convenzione tra le due regioni è però scaduta da tempo, l’acqua viene prelevata da Cassino, per essere portata all’acquedotto della Campania che poi la rivende sul Lazio. A fronte di quell’opere di emungimento, Cassino ottenne un ristoro, che consisteva nell’alimentare l’acquedotto comunale con 200 litri di acqua al secondo, un’abbondante quantità tale da soddisfare il bisogno idrico della città. “Queste le parole del sindaco che sta sollecitando da tempo la Regione Lazio per definire la convenzione con la Regione Campania. “È un problema tecnico e politico, una situazione paradossale portare l’acqua in Campania e consentire al gestore campano di rivendere l’acqua al gestore del Lazio. Sono passato alla storia come il sindaco che ha consegnato l’acquedotto ed ha adeguato le tariffe. Ma dal punto di vista della norma non ho potuto fare diversamente. I 13 mila utenti si ritrovano ora a che fare con la tariffa Acea, molto diversa da quella applicata dal Comune, perché noi avevano la gratuità della risorsa idrica. Con 200 litri gratis al secondo ci pagavamo i dipendenti e facevamo anche cassa. Ora ci sono cittadini che hanno le bollette cinque volte superiori. Quello che chiedo è di salvaguardare le situazioni di necessità. Ci sono norme che tutelano le condizioni di bisogno, facciamole applicare soprattutto evitiamo di arrivare alla chiusura dei contatori.”

È, pertanto, importante spiegare ai cittadini di Cassino il perché le tariffe con la transizione sono aumentate così tanto. Come precisato dall’ing Bernola della Sto le tariffe a Cassino non erano strutturate secondo le metodologie vigenti. Le ha adeguate il sindaco D’Alessandro per la prima volta nel 2017. Questo ha creato la grande disparità tra le tariffe Acea e le tariffe applicate dal Comune. “La tariffa è formata da tanti componenti, il sindaco D’Alessandro ha detto che con quella tariffa pagava i dipendenti e aveva un introito positivo. Se oggi il sindaco dovesse fare un piano degli interventi come prevede l’Autorità Nazionale, quella tariffa applicata dal Comune non sarebbe stata necessaria nemmeno a coprire il 20 – 30% di quelli che sono gli obblighi imposti dalle normative. La tariffa Acea è più alta per una serie di motivi e la tariffa comunale era più bassa, ma magari non c’era la preoccupazione di riparare le perdite che non erano affioranti, non c’era l’ottimazione del servizio, non c’erano le disponibilità economiche per cambiare o efficientare le pompe. Tutti i parametri oggi vengono controllati ed hanno l’obiettivo di ridurre sempre di più, ogni anno la tariffa. Dobbiamo trasmettere questo ai cittadini. Detto questo è facile speculare, è facile dire a un cittadino non pagare. Se c’è un problema i cittadini devono rivolgersi alle associazioni riconosciute e non a chi si improvvisa. Oltre al fattore di aumento della tariffa, c’è un fattore tecnico da analizzare. Il cittadino era abituato a utilizzare l’acqua in un certo modo, nel momento in cui entrano delle regole, deve cambiare il modo di uso dell’acqua, perché ora più consumi e più paghi.”

La parola è passata poi alle associazioni, Isabella Marziale della Legaconsumatori ha spiegato che i cittadini che si rivolgono a loro vivono delle situazioni drammatiche, persone che fino a luglio del 2017 pagavano intorno ai 70 euro annui di bolletta. “Il problema che si sta creando a Cassino è legato ai comitati che raccolgono firme e denaro, attraverso anche avvocati, promettendo ricorsi.” Secondo i comitati il Comune di Cassino non doveva cedere l’acquedotto ad Acea e sostenendo teorie illegittime, inducono gli utenti a non pagare le bollette. “Attraverso la nostra associazione stiamo facendo passare il concetto che l’acqua deve essere pagata. Controllando le bollette, facendo le letture periodiche si riesce a pagare il consumo effettivo. Invitiamo gli utenti ad essere collaborativi e il gestore ad essere più flessibile e magari venire incontro ai cittadini con rateizzazioni eccezionali.”

L’Avv. Angelo Terrinoni dell’associazione Codici ha richiamato le associazioni e la politica ad intraprendere una campagna di informazione e sensibilizzazione in tema di riduzione dei consumi: “ Dato che le tariffe sono queste, dovremo fare tutti  uno sforzo maggiore per non correre il rischio di ritrovarsi a Cassino tra qualche anno con la stessa situazione che abbiamo visto in altre parti della provincia, utenti che, fidandosi dei consigli sbagliati e si ritrovano con il contatore staccato, senza acqua magari in piena estate o procedimenti penali per furto di acqua. Siamo in una fase di transizione in cui 13 mila utenze che servono 20 mila abitanti, hanno subito un cambio di gestore dal Comune ad Acea. Se falliamo ne subiranno le conseguenze anche i cittadini di Fiuggi, Alatri, Frosinone che pagano anche il fatto che queste utenze di Cassino per anni sono mancate all’appello e non hanno pagato le bollette con le tariffe Arera, approvate dall’ Assemblea dei Sindaci.”.

Ivan Marinelli, Presidente nazionale  di A.e.c.i. ha anticipato che : “ è stato già richiesto alla Consulta Regionale consumatori e utenti della Regione Lazio di convocare una conferenza di servizi da tenersi entro la prima metà di giugno in cui dovranno essere presenti  tutte le istituzioni coinvolte (Regione Lazio e Campania, Comune di Cassino) per affrontare il tema dei prelievi di acqua da parte del Gestore Campano e delle corrette modalità di ristoro per le popolazioni locali”.

Il presidente di Acea, Stefano Magini ha spiegato che ritardare di 15 anni la consegna degli impianti, come da convenzione, è costato 10 milioni di euro a tutti gli utenti della provincia di Frosinone. La tariffa comunale era più bassa perché non venivano effettuati investimenti e non si interveniva sulla depurazione. Nel novembre del 2005 il comune di Cassino affidò ad Acea Ato5 i servizi di depurazione e fognatura e a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo, l’ente cominciò ad incassare, dalle bollette idriche, i canoni di depurazione spettanti all’azienda capitolina. Ma queste somme introitate dalla municipalità (per altro mai adeguate alle tariffe stabilite dall’autorità nazionale fino all’aprile scorso) non sono mai state “girate” ad Acea che nel frattempo ha continuato ad assicurare il servizio di depurazione. Non a caso, nella trattativa in corso tra Acea e comune di Cassino, oltre al nodo-AcquaCampania, si sta discutendo del piano di rientro del credito di 3-4 mln di euro, dovuto proprio a questi canoni, vantato da Acea nei confronti dell’ente: cifra che in un modo o nell’altro il comune dovrà pagare, dicono i ben informati, in un decennio.

Al termine della riunione il Garante Regionale si è dichiarato ottimista sulla soluzione dei problemi di Cassino sui quali ha preso gli impegni di propria competenza. Il Presidente della Provincia Pompeo, fautore della riattivazione dell’OTUC nell’ATO5, a sua volta ha apprezzato il clima costruttivo riscontrato nella riunione, un clima che non può che favorire la soluzione di problemi dell’utenza ed il miglioramento del servizio idrico. Ha concluso il Presidente Di Sotto: “Oggi sono presenti a questo tavolo tutti i soggetti del sistema idrico integrato, questo è il solo modo per affrontare e risolvere concretamente  i problemi dell’acqua, problemi sui quali non possiamo più permetterci di giocare”.

Anna Ammanniti

tratto da TG24 info

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