Notizie - Frosinone                 Si parte il 5 gennaio

Tutto pronto per i saldi Ma è previsto il flop


FROSINONE Saldi al via il 5 gennaio: previsto il secondo flop.

Dopo un Natale di crisi, le associazioni dei consumatori annunciano un calo delle vendite rispetto allo scorso anno: 30% in meno secondo l'Adoc, e una spesa in ribasso del 21% con un budget di massimo 90 euro a persona. «I consumatori attendono i saldi per l'abbigliamento anche se senza esagerare – ha dichiarato Manuela Maliziola della Lega consumatori – Noi saremo al loro fianco per controllare il corretto comportamento dei negozianti e per assisterli in ogni problema. Il Governo ha richiamato le associazioni affidandoci un chiaro compito, controllare l'andamento dei saldi, e noi risponderemo positivamente. Importanti, quindi, le seganalazioni dei cittadini a cui consiglio di fare un giro per i negozi prima dei saldi, individuare il capo d'interesse e appuntarsi il prezzo». Come ha ricordato il presidente della Lega consumatori di Frosinone è importante tener sempre presente alcune regole fondamentali per il corretto acquisto degli articoli in saldo. Partiamo dalla differenziazione della percentuale di saldo che va da un 20/30% per un saldo effettivo a un 50/70% per le scorte di magazzino. Per quanto riguarda l'indicazione del prezzo, il negoziante è obbligato a indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. I prodotti in vendita che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso. Essenziale è la differenziazione tra la merce in saldo, le scorte di magazzino, la merce non in saldo e di stagione. Non si transige sulla qualità, le etichette dei prodotti devono essere sempre ben leggibili. Per i cambi, c'è la possibilità di riportare il capo dopo che lo si è acquistato nei giorni prestabiliti dal negoziante. Nel caso in cui il prodotto sia danneggiato o non conforme scatta l'obbligo per il commerciante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione. L'utente, quindi, è tutelato sotto diversi aspetti e nel caso si verifichino irregolarità è tenuto a seganalare il problema alle associazioni o alla polizia locale. Dia. Pez.

tratto dal "tempo.it" 28/12/2011, 05:30