Dopo un Natale di crisi, le associazioni dei consumatori
annunciano un calo delle vendite rispetto allo scorso
anno: 30% in meno secondo l'Adoc, e una spesa in ribasso
del 21% con un budget di massimo 90 euro a persona. «I
consumatori attendono i saldi per l'abbigliamento anche
se senza esagerare – ha dichiarato Manuela Maliziola
della Lega consumatori – Noi saremo al loro fianco per
controllare il corretto comportamento dei negozianti e
per assisterli in ogni problema. Il Governo ha
richiamato le associazioni affidandoci un chiaro
compito, controllare l'andamento dei saldi, e noi
risponderemo positivamente. Importanti, quindi, le
seganalazioni dei cittadini a cui consiglio di fare un
giro per i negozi prima dei saldi, individuare il capo
d'interesse e appuntarsi il prezzo». Come ha ricordato
il presidente della Lega consumatori di Frosinone è
importante tener sempre presente alcune regole
fondamentali per il corretto acquisto degli articoli in
saldo. Partiamo dalla differenziazione della percentuale
di saldo che va da un 20/30% per un saldo effettivo a un
50/70% per le scorte di magazzino. Per quanto riguarda
l'indicazione del prezzo, il negoziante è obbligato a
indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il
prezzo finale. I prodotti in vendita che vengono
proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di
moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se
non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia
nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti
non alla stagione in corso. Essenziale è la
differenziazione tra la merce in saldo, le scorte di
magazzino, la merce non in saldo e di stagione. Non si
transige sulla qualità, le etichette dei prodotti devono
essere sempre ben leggibili. Per i cambi, c'è la
possibilità di riportare il capo dopo che lo si è
acquistato nei giorni prestabiliti dal negoziante. Nel
caso in cui il prodotto sia danneggiato o non conforme
scatta l'obbligo per il commerciante della riparazione o
della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti
impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo
pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il
vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta
del difetto. Le carte di credito devono essere accettate
da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto
vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione.
L'utente, quindi, è tutelato sotto diversi aspetti e nel
caso si verifichino irregolarità è tenuto a seganalare
il problema alle associazioni o alla polizia locale.
Dia. Pez.