
COMUNICATO STAMPA
1 Agosto 2011
Oggetto: Richiesta di analisi sui terreni, acqua (pozzi) e ortaggi, vigneti ed uliveti in Via la Botte in Ceccano .
Il Comitato spontaneo di Via La botte non demorde.
La scorsa settimana i membri di tale comitato, ancora una volta, si sono riuniti alla presenza di numerosissimi residenti e di una delegazione della Lega Consumatori per analizzare, approfondire e discutere la relazione dell’ARPA Lazio, e dei relativi risultati delle analisi dalla stessa effettuate dopo l’incendio che ha interessato l’autodemiolizione Liburdi.Dopo una attenta lettura della richiamata relazione, rilasciata dal predetto ente, su richiesta e sollecitazione della Lega Consumatori, i cittadini ben dopo 7 mesi dall’effettuazione delle analisi hanno potuto capire quale fosse il grado d’inquinamento che interessava i loro terreni dopo l’incendio. Stante le rassicurazioni che l’Arpa Lazio dava sul non sforamento dei limiti di diossina e diossinosimili nella zona interessata, la stessa consigliava di far effettuare analisi specifiche sulle colture e sugli animali da cortile e sui loro derivati. I residenti, stanchi dei ritardi con cui sono stati resi noti i risultati di tali indagini ed il clima di incertezza che gli ha accompagnati per questi lunghi sette mesi, hanno attraverso il Presidente Provinciale della Lega Consumatori- Avv. Manuela Maliziola- inviato il 30 luglio u.s. una lettera alla ASL, e per conoscenza al Sindaco della Città di Ceccano, nella quale si chiedeva “di effettuare con urgenza, così come consigliato nella relazione a corredo dei predetti dati, analisi specifiche sui terreni, acqua (pozzi), sulle colture ivi esistenti tra cui alberi da frutta, ortaggi, foraggi, vigneti ed uliveti, nonché effettuare analisi su animali da cortile e prodotti da essi derivati (uova, latte ecc.) al fine di avere un monitoraggio completo su tale zona. Sin da ora si chiede di voler ripetere tali esami a cadenza trimestrale al fine di tranquillizzare i residenti della popolosa frazione.”
Molti sono ancora i dubbi circa la possibilità di utilizzare l’uva e le olive per gli imminenti raccolti di settembre ed ottobre, stante la presenza nella zona interdetta di numerosi vigneti ed oliveti, o addirittura di poter raccogliere i frutti dai numerosi frutteti, ed alla possibilità di preparare i terreni per la successiva semina. A queste domande, ad oggi rimaste senza risposta, ed altri dubbi connessi sulla salubrità della zona solo un incontro con esperti può chiarire tali perplessità. La Lega Consumatori apprezza l’adesione alla sua richiesta della creazione di un tavolo tecnico, inoltrata presso i Comuni di Patrica e Ceccano e condivisa dai Sindaci di tali cittadine, purchè ciò sia uno strumento di lavoro e di monitoraggio del territorio per quanto riguarda ogni forma di inquinamento che interessi tali Comuni, e non solo, al fine di tutelare la salute dei cittadini, prendendo incisivi e tempestivi provvedimenti in loro favore.
Infatti, è inaccettabile il ritardo con cui sono stati trasmessi i dati relativi alle zone monitorate, pertanto, al fine evitare che si ripetano episodi di tale genere è necessario un costante controllo delle zone interessate ed un maggiore coinvolgimento di coloro che subiscono tali conseguenze, ossia i cittadini.